Dopo oltre dieci anni di cantieri, ritardi, problemi tecnici, vicende burocratiche e disagi per residenti e commercianti, Palermo si prepara finalmente ad accogliere la fermata Politeama dell’anello ferroviario. Un’infrastruttura attesa da anni che porterà certamente benefici alla mobilità cittadina.
Tuttavia, parlare di rivoluzione appare prematuro.
L’apertura della fermata consentirà infatti a molti utenti provenienti dalle aree servite dal Passante Ferroviario, come Notarbartolo, Libertà, Imperatore Federico, di raggiungere direttamente il cuore della città senza utilizzare l’automobile. Un vantaggio concreto che nessuno può mettere in discussione.
Ancora Lontani dal Progetto Originario
Ma il sistema che entrerà in esercizio resta ancora lontano da quello immaginato nel progetto originario.
I treni continueranno infatti a effettuare un semplice servizio di andata e ritorno tra Notarbartolo e Politeama, senza la chiusura completa dell’anello ferroviario. In altre parole, non siamo ancora di fronte a una vera rete metropolitana urbana come si ostinano a chiamarla in tanti, capace di distribuire efficacemente i flussi all’interno della città.
A ciò si aggiunge un elemento tutt’altro che secondario: la frequenza prevista è di un treno ogni 30 minuti. Un intervallo che può risultare accettabile per un servizio ferroviario suburbano, ma che difficilmente può rappresentare il modello di trasporto rapido e capillare che ci si aspetterebbe da un servizio urbano. In special modo nel cuore pulsante della città.
La limitata frequenza è in parte conseguenza del fatto che i lavori per il completamento dell’anello ferroviario non sono ancora conclusi e proseguiranno ancora per diverso tempo. Solo con la chiusura dell’intero circuito sarà possibile valutare il reale potenziale dell’opera.
Resta aperta la questione dell’integrazione tariffaria.
Ancora oggi l’utilizzo combinato di treni, autobus e tram continua a presentare criticità per gli utenti. La mobilità moderna non si misura soltanto con nuove infrastrutture, ma anche con la semplicità di utilizzo del sistema. E sotto questo profilo Palermo continua a soffrire l’assenza di una piena integrazione tariffaria e di un biglietto unico realmente semplice e competitivo. Tra l’altro basta aprire la sezione biglietti all’interno del sito Amat per comprendere quanto la questione sia stata lasciata in secondo piano,
L”apertura della fermata Politeama va letta per quello che è: un risultato positivo, ottenuto però dopo anni di attese e sacrifici imposti alla città. Una novità utile, certamente, ma anche una rivoluzione soltanto a metà.
Al momento la data che circola con maggiore insistenza è il 4 novembre 2026 per l’apertura al pubblico delle fermate Palermo Politeama e Palermo Porto, dopo l’attivazione tecnica della linea prevista per il 25 ottobre e le successive corse di prova.

Sarà il 4 novembre se quel giorno l’agenda del ministro di turno chiamato a fare la passerella, sarà altresì libera da altri impegni. Diversamente si rimanderà anche di un mese, pazienza.
In merito al biglietto integrato, visto che non è una questione di sicurezza, di test degli impianti, ecc… chi ha il potere di farsi sentire (le mie PEC andrebbero nello SPAM) dovrebbe chiedere a chi di dovere di Trenitalia e chi di AMAT di mettersi l’uno davanti all’altro e di parlare. Senza uscire dalla stanza sin quando non abbiano risolto.
Circa la frequenza scandalosa, che muta i tremi in carri bestiame nelle ore di maggior affluenza, ci hanno insegnato a dire che è il contratto di servizio. Sono dieci anni che sento ‘sta storia. Evidentemente questo contratto di servizio è scritto sulla pietra e non è di facile modifica, che dire.
Un giorno tutti i cantieri di anello e passante saranno conclusi. Cantieri che, abbiamo capito, non servono ad ammodernare ma ad accompagnare alla pensione chi ci lavora, evidentemente.
Spero che questi anni siano bastati ai fautori della metropolitana in opposizione al tram per comprendere che forse il loro sogno ha qualche problema
Io vorrei capire solo una cosa, se prendo il treno alla fermata vespri per esempio , arrivo alla fermata politeama? Questo non si è capito
la linea a del tram sarà monca, e partirà solo da piazza alberico gentili, lasciando sguarnita proprio la parte centrale della città, da piazza alberico gentili alla stazione centrale.
si faccia intanto questa, e nel frattempo si cerchino i soldi per la metro leggera automatica, che non sarà mai un doppione del tram, essendo un mezzo a lunga percorrenza.
i limiti dell’anello ci saranno anche quando verrà chiuso. frequenza da treno regionale e niente biglietto unico integrato. questo non è un servizio urbano.
@Michele Se parti da Vespri (che è una fermata del Passante) dovrai scendere a Notarbartolo e cambiare linea passando all’Anello, che ti condurrà sino al Politeama.
Quindi non sarà un diretto Vespri – Politeama ma dovrai fare un cambio.
La cosa che più mi fa pensare, in un’altra ipotetica combinazione di tratte, è che se sei a Palazzo Reale-Orleans (fermata del Passante) e devi andare a Politeama (fermata dell’Anello) devi per forza superare Lolli, proseguire e scendere a Notarbartolo, eletto unico hub di interscambio. Quando sarebbe stato più semplice scendere a Lolli (fermata precedente a Notarbartolo e facente parte del Passante) e risalire alla futura Turrisi Colonna (fermata che sarà dell’Anello).
Lolli e Turrisi Colonna distano si e no 50 metri ma non si parla di renderle commercialmente interconnesse. Solo Notarbartolo.
@michele, no, vespri è sul passante, politeama ha solo l’anello. se vuoi andare da vespri a politeama devi prendere il passante fino a notarbartolo, e di lì l’anello per il politeama. forse fai prima a scendere a lolli e fartela a piedi.
Smettiamola di chiamarla metropolitana. E’ UN TRENO!!!!!!!